La Giostra Del Sorriso Onlus

Adozioni a distanza e sostegno di progetti di sviluppo in Guatemala e Salvador

PROGETTO SOSTENUTO PER 27 PROMOTORI DELLA SALUTE- PETEN 2011

Scritto il 24 gennaio 2012

Kate Feibusch

Programa de Salud, El Naranjo Frontera

Gennaio – Marzo 2011

 

Dopo mesi di non-mi-posso-lamentare-del-tempo, la stagione secca, con tutta la sua forza, è arrivata. Le temperature hanno superato i 40 gradi nel pomeriggio e non si riesce a pensare chiaramente, e non è di aiuto quando un ospite dice: “Oh, fa molto più caldo qui nel Naranjo!” Cosa posso fare se non tirare avanti? Intanto, i veri contadini bruciano le loro colture, aggiungendo polvere e fumo al calore senza fine. Nella clinica, ripassiamo il trattamento per l’asma.

Magari la pioggia arriverà prima quest’anno…

 

Ora sono al secondo anno

 

Gli attriti sono stati minimi in questo gruppo di studenti che promuovono la salute. Lo attribuiamo per prima cosa al processo di selezione. Invece di accettare tutti quelli che arrivano, abbiamo insistito che gli studenti vengano scelti dalle comunità e che restino per un periodo non esecutorio di 10 anni. Abbiamo anche iniziato l’esperienza della clinica immediatamente dopo il primo corso l’anno scorso, provandogli che stavano imparando tecniche utili. Qualsiasi sia la ricetta, ha funzionato, e 26 studenti sono venuti alla prima lezione di gennaio.

 

Il beneamato corso di sutura e di primo soccorso da sempre il via al secondo anno di training. Passiamo il lunedì ad insegnare tecniche di sutura usando blocchi di schiuma. Poi i ragazzi si svegliano alle 4 della mattina del martedì per uccidere il maiale per un’esperienza più vicina alla vita reale. Come abbiamo notato, la pelle del maiale non è poi così diversa dalla pelle degli umani.

 

Mentre il maiale veniva preparato, una vera emergenza è arrivata alla clinica. Un giovane aveva cercato di suicidarsi ingerendo uno dei tanti, facilmente reperibili, agrochimici. Mentre entravamo in azione, ero contenta di sapere che tutte le informazioni di cui avevo bisogno erano nelle fotocopie che avevo appena distribuito agli studenti. Abbiamo improvvisato un lavaggio gastrico inserendo un catetere di Foley attraverso il naso del paziente, riempendo una sacca di un catetere per urina con acqua salata, e facendolo andare al contrario. Dopo aver fatto tutto quello che potevamo, abbiamo mandato il paziente all’ospedale e siamo tornati al maiale.

 

Mercoledì mattina abbiamo studiato gli avvelenamenti, e tutti gli studenti erano molto attenti. Abbiamo iniziato con l’ascoltare le loro esperienze. Ero pronta a sentire di avvelenamenti accidentali dovuti allo stoccaggio disattento di prodotti chimici, ma la maggior parte delle storie erano suicidi, perfino la madre di uno dei nostri organizzatori più importanti. Continuavo ad aspettare il lieto fine, ma senza averne uno.

Una storia, però, aveva un lieto fine. Era la storia di cui facevo parte anche io. Quello che sapevo era che un giovane era stato trovato con le convulsioni di fronte alla chiesa del paese. Era stato portato al centro di salute e l’infermiera mi aveva chiamata per chiedermi aiuto. Con le pupille come spille e gli abiti impregnati di sudore , questo paziente mi ha insegnato quello che ora so sull’avvelenamento da fosfati organici. Lo abbiamo riempito di tutte le atropine che avevamo e lo abbiamo portato in ospedale. Non ero mai riuscita a scoprire quello che gli era successo, ed ero sicura che fosse morto.

 

Quando Guadalupe ha iniziato a raccontare una storia dalla sua comunità, ho riconosciuto il paziente. Salta fuori che il giovane era gay. Rigettato dai suoi amici ed isolato nella sua comunità agricola, vedeva il suicidio come unica via di fuga. Guadalupe mi ha detto che il giovane si era rimesso e che ora vive alla Città del Guatemala. Non credo che gli organizzatori abbiano visto le lacrime nei miei occhi quando ho ringraziato Guadalupe per avermi raccontato il resto della storia. Sono sicura che il ragazzo sia molto più felice in città!

 

Il resto della settimana è stato speso a parlare di altri argomenti critici come ascessi, bruciature, affogamenti e morsi di serpenti. Più tardi ci hanno detto che anche il paziente di martedì era sopravvissuto.

 

Tre giorni dopo la fine del corso, la moglie di Victor, Isabel, è stata la prima a mettere in pratica le sue nuove conoscenze. Eravamo a seduti a tavola per il pranzo dopo un lunedì particolarmente indaffarato alla clinica, quando un altro volontario, Faustino, è arrivato con la mano bendata. Ci è voluto un po’ a convincerci che non era uno scherzo, ma Faustino si era davvero tagliato la mano mentre lavorava nei campi. Incapace di auto-suturarsi, è stato per 4 ore sul retro di un pickup per tornare alla clinica. (Si era fermato a casa di Martin – a solo due ore da dove vive – ma Martin non era in casa.)

 

Consigliata da suo marito ed incoraggiata da Faustino (“Fallo e basta!”), Isabel ha fatto un lavoro fantastico, anestetizzando, lavando e suturando la ferita, usando una tecnica sterile impeccabile. La cicatrice è quasi invisibile. Isabel non è stata l’unica ad applicare le nuove tecniche apprese. Abbiamo lasciato del tempo ai volontari di condividere le storie delle loro prime suture durante il secondo corso. Molti hanno parlato di mani che tremavano e sudori freddi. Un paio hanno pregato Dio che le ferite non si infettassero. Uno si è sognato di una ferita dalla quale usciva pus ed è corso a casa del paziente il mattino dopo. Due giorni dopo il giorno in cui Isabel ha suturato Faustino, lui ha accompagnato un altro paziente ferito ad un volontario che vive ad un’ora da lui. Non poteva suturare egli stesso a causa della mano bendata, ma ha seguito Doña Lila durante la procedura. (Tra parentesi, Faustino e Lila sono i meno istruiti del gruppo, entrambi con solo con la licenza elementare, ma ora sono ovviamente pronti a fare

un impatto positivo sulla sanità nei loro villaggi remoti). In totale, il gruppo ha fatto 25 suture e si è preso cura di un morso di serpente nelle sei settimane dopo l’ultimo corso.

 

Uno di questi casi era mio. Dopo un corso di sutura, ho portato a casa un kit, immaginandomi che avrei potuto aver bisogno di suturare ad un certo punto, quando magari non avevo voglia di trascinarmi fino alla clinica. Una notte, dopo il tramonto, una famiglia è arrivata con un ragazzino di sei anni che si era squarciato il retro della coscia contro un chiodo. Ho messo i ferri a sterilizzare ed ho iniziato a lavorare con lo stesso problema logistico che ogni organizzatore deve affrontare: meglio lavorare sul letto o sul tavolo da cucina? Ho optato per il tavolo e mi sono messa al lavoro. Toby e Cati erano le mie assistenti. Entrambe sapevano come aprire i materiali usando la tecnica sterile, e Toby ha anche offerto la voce dell’orsetto piccolo nella fiaba di Riccioli d’Oro ed i tre orsi che stavo usando per distrarre il bambino. Alla fine, mi sono resa conto che venivano da una comunità dove avevamo un nuovo volontario. “Perché non siete andati da Jenny?” ho domandato. “Sa suturare? Non lo sapevamo!” Ci siamo messi d’accordo sul fatto che Jenny avrebbe estratto i punti dopo una settimana.  Quella notte ho messo un contenitore di aghi (leggere: una bottiglia di soda) contro muro della cucina, e il giorno dopo Victor ha annunciato via radio il luogo degli organizzatori appena abilitati.

 

Training di volontari a livello avanzato

 

I volontari con livello avanzato si incontrano una volta ogni due mesi per studiare un argomento medico, organizzare I loro turni e discutere dei problemi pertinenti all’organizzazione della clinica. In questo trimestre mi sono concentrata sul trattamento di molte malattie croniche e tecniche come usare una lista di problemi per tenere traccia dei dettagli, in particolare quando un team di volontari sta curando un solo paziente. Ogni tanto, anche io mi sono resa conto di quanto fosse radicale l’idea di insegnare a dei contadini moderatamente letterati a scrivere liste di problemi medici che includono insufficienza cardiaca e diabetici dipendenti dall’insulina. Ma, particolarmente con queste malattie croniche, se non lo facessimo, semplicemente non verrebbe mai fatto.

 

Avevo il sentore che I volontari a livello avanzato non avessero abbastanza ore di insegnamento, quindi, l’anno scorso, con il loro permesso, ho iniziato a parlare di mini-argomenti, dopo pranzo, quasi tutti i giorni della clinica. Tenete a mente che di solito facciamo la pausa pranzo alle 14:30, e dobbiamo ancora spazzare e pulire la clinica, bruciare la spazzatura, e lavare i bicchieri per l’urina per prepararci al giorno dopo, quindi non ero sicura di come le persone avrebbero reagito con un’altra cosa da fare. Non mi hanno delusa. Volontari dedicati e discenti interessati, hanno ascoltato con attenzione e fatto domande durante questi piccoli gruppi di discussione. Se saltiamo un giorno, è inevitabile perché io sono troppo stanca, non perché lo siano loro.

 

Il censo dei pazienti

 

Abbiamo fatto qualcosa di nuovo questo trimestre. Tutti e quaranta i volontari hanno contato tutte le visite con i pazienti durante un periodo di una settimana, per vedere quanta attenzione stiamo dando alla regione. Abbiamo contato sia pazienti visti nella clinica che nelle case dei volontari. Il totale? 411 pazienti visti in 20 diverse comunità remote, inclusi 154 visitati nella clinica a Naranjo. Non male per dei volontari.

 

Particolarmente interessante erano le statistiche di Lagunitas, un villaggio qui vicino con 3000 abitanti. Cinque anni fa, quasi tutti i pazienti che arrivavano alla clinica a Naranjo venivano da Lagunitas. Ora, è raro che qualcuno paghi $1.50 per il biglietto del viaggio fino alla clinica. La ragione? Adrian e Alajandro. In due hanno curato 50 pazienti nelle loro case durante la settimana dove abbiamo tenuto il conto dei pazienti. Entrambi sono agricoltori di sussistenza con famiglie numerose da sostentare. Vanno dai pazienti nel pomeriggio, dopo essere ritornati dai campi. Questa è una chiamata al servizio, non un tentativo di fare soldi, anche se uomini di bassa morale potrebbero provarci. Adrian e Alejandro si fanno pagare tanto quanto noi — un simbolico 25 centesimi per paziente.

 

Vita di famiglia

 

I bambini hanno ricominciato la scuola in gennaio. Cati è in prima e Toby in terza. Ho smesso di insegnar loro a casa quando ho voluto che si annoiassero a scuola. Nei giorni della clinica, alcune volte vengono ad aiutare, facendo spazio ai pazienti e contando le pillole. Mi piace che possano vedere di persona quello che facciamo. Durante i corsi, so che sto facendo un buon lavoro quando anche le mie figlie lo trovano abbastanza interessante da voler rimanere a guardare. Altrimenti giocano, e giocano e giocano ancora un altro po’. Credo siano molto fortunate – spero che un giorno se ne renderanno conto!

 

Vi facciamo tante benedizioni,

 

Kate Feibusch

Toby e Cati

PROGETTO SOSTENUTO PER 27 PROMOTORI DELLA SALUTE – PETEN

Scritto il 8 marzo 2011

Kate Feibusch

Programa de Salud, El Naranjo Frontera

October – December 2010 

 

Il 2010 è terminato con un “bang” non solo per i fuochi d’artificio solitamente usati per celebrare Natale e l’anno nuovo  ma anche per celebrare il termine di questo corso di formazione dei nuovi 27 promotori.

In questo trimestre abbiamo incontrato le comunità e consegnato loro i Kit farmaceutici.

Dopo 6 settimane di corso, 8 giorni di pratica nella clinica ed un paio di visite alle comunità, i nuovi promotori si sono guadagnati le loro “farmacie”.

Questo trimestre siamo andati ad incontrare le comunità ed a presentare il kit.

Ci scuote ed é il primo paradigma medico pensare che questi nuovi promotori sono contadini con il minimo grado di istruzione che possono ed hanno trattato pazienti con polmoniti, asma, malaria, infezioni delle vie urinarie, infezioni funginee, impetigo, celluliti, vermi intestinali, dissenteria ulcere gastriche ed altro.

Prendono il loro lavoro seriamente e provvedono con competenza , assistono persone che vivono in aree dove non c’è nulla.

Quest’anno, le visite sono state fatte quasi esclusivamente da promotori “avanzati” ed hanno lavorato bene.

Una notte, comunque, mi hanno chiamata per andare il giorno dopo per una visita. Non era perchè volevano la mia esperienza medica ma avevano bisogno di qualcuno che guidasse il camioncino. Naturalmente ho accettato ma non sono stata di grande aiuto quando si è bucato il pneumatico.

Andare verso questa comunità abbastanza distante mi ha aiutata meglio a stimare le barriere che incontro per prendermi cura delle persone che ci vivono. Quando qualcuno dalla “Bomba” arriva alla nostra clinica nel Naranjo significa che si sono svegliati alle 3 del mattino per prendere il bus, speso 2 giorni di salario e perso un giorno di lavoro per arrivarvi.

 

Corso di nutrizione e graduazione.

Il corso finale di quest’anno è quello di nutrizione: abbiamo spiegato il concetto di calorie e valutato quante calorie vi siano in 100 gr della varietà di cibo che abbiamo.

Il range è tra 23-900 calorie, in base all’alimento.

Una volta che abbiamo questa scala di riferimento discutiamo le strategie per affrontare i 2 estremi dei disordini alimentari che comunemente vediamo: malnutrizione nei bimbi ed obesità negli adulti. Riconoscendo i bisogni della comunità abbiamo ripreso lo studio del diabete dal curriculum del 2^ anno e ci siamo occupati di questo durante questo corso. Un altro argomento importante è stato l’allattamento al seno e le vitamine.

Il lavoro di un solido anno si è concluso con il party della graduazione, completo di discorsi, diplomi, t-shirt e danze. I membri delle famiglie hanno viaggiato per molti km per condividere questi festeggiamenti e tutti noi ci siamo sentiti orgogliosi di coloro che abbiamo educato.

Una benedizione dalle nostre famiglie alle vostre.

CALENDARI !!!!!!!!

Scritto il 5 ottobre 2010

Sono pronti i nostri calendari 2011 realizzati con foto dei nostri bambini

guatemaltechi

Per qualsiasi informazione e richieste  rivolgersi a Francesca cell. 333.64.92.521